La Var: i difetti della moviola in campo!

La moviola in campo diventa realtà. L’ha ufficializzata la Fifa nel dicembre del 2016. Più precisamente il termine utilizzato è VAR (Video Assistant Referees) per indicare lo strumento tecnologico che funzionerà come ausilio  agli arbitri, fortemente voluto da Gianni Infantino – presidente della Fifa.  

COME FUNZIONA

La richiesta della moviola può venire dall’arbitro, ma può essere lo stesso collega che si trova nel box – situato fuori dallo stadio – a segnalare l’ausilio dello strumento, per una decisione già presa o in una in cui non si è intervenuti. La scelta finale, però, spetta sempre al direttore di gara. Non vi è un numero limitato di volte in cui si può richiedere, ma sono solo quattro le situazioni in cui può intervenire. Si tratta di decisioni che hanno un forte impatto sulla partita; gol, episodi in area di rigore, cartellini rossi e il possibile scambio di persona.

Date le premesse teoriche, si è deciso di sperimentare per la prima volta la VAR ufficialmente al Club World Cup 2016 in Giappone ed è attualmente in funzione nella Confederation Cup. Facciamoci l’abitudine perché, verrà introdotta nella prossima stagione anche nel nostro Campionato.  Il presidente degli arbitri – Nicchi – al termine del Consiglio federale della FGIC ha dichiarato che dalla prossima stagione di Serie A verrà introdotta la VAR.

Ma è davvero così efficace l’occhio elettronico? Di seguito sono riportati 5 partite in cui la Var non ha funzionato, sia in termini di tempo, sia in termini di efficienza. L’analisi del singolo episodio ha, infatti, deficiato l’analisi complessiva dell’azione.

Mondiale per club: ATLETICO NACIONAL – KASHIMA ANTLERS

Durante la semifinale del Mondiale per Club, al 30′ l’arbitro Kassai viene chiamato  a bordo campo per visionare le immagini di un contatto in area, avvenuto qualche secondo prima. Il direttore di gara guarda le immagini del replay e assegna il rigore in favore del Kashima Antlers e ammonisce il giocatore dei colombiani. Il tutto sarebbe da considerarsi corretto, se non fosse che prima del fallo non viene vista una posizione di fuorigioco dell’attaccante del Kashima. Il penalty verrà poi realizzato. Il primo rigore con la Var è stato assegnato scorrettamente e per di più il tutto ha interrotto il gioco per 5 minuti.

MONDIALE U20: ITALIA – ZAMBIA

A farne le spese per uno scorretto utilizzo della Var, questa volta sono stati gli azzurrini, durante il mondiale Under 20. Al 42′ del primo tempo, un contropiede lancia Chilufya nell’area di rigore italiana. Fuori dal limite,  Pezzella sfiora sulla spalla il giocatore avversario che scarta Zaccagno, cade senza neanche essere toccato. L’arbitro assegna calcio di rigore. A questo punto interviene la Var che induce l’arbitro a espellere Pezzella ( viene considerato fallo da ultimo uomo) e assegna la punizione dal limite. Decisone molto ma molto dubbia che non fa altro che togliere credibilità alla Var.

CONFEDERaTION CUP: messico – nuova zelanda

Nel finale di partita gli animi si accendono notevolmente. Una trattenuta di Reyes scatena una rissa in cui volano calci e pugni. L’arbitro si affida alla VAR per visionare le immagini. Ma clamorosamente vengono attribuiti solo due cartellini gialli. Particolarmente soft il direttore di gara, dato che dovevano giustamente essere attribuiti cartellini rossi per sanzionare un finale di gara raccapricciante.

CONFEDERATION CUp: Germania – camerun

A 20 minuti dalla fine, l’arbitro Rondan fischia un fallo e ammonisce Siani, nonostante l’intervento fosse stato commesso da un altro giocatore:Mavaouka. A questo punto la Var richiama l’arbitro a visionare il filmato e assegna il cartellino rosso a Siani, che però non è l’autore del fallo. Dopo una seconda osservazione del filmato, l’arbitro finalmente – nel frattempo erano passati 4 minuti – si accorge dello scambio di giocatori ed espelle Movaouka e ritira il rosso a Siani. Un rosso che, tra l’altro poteva essere evitato per l’andamento corretto della partita e non si ravvisava alcuna cattiveria nell’intervento.

CONFEDERETION CUp: PORTOGALLO – CILE

Siamo sullo 0-0 nel secondo tempo supplementare, in palio la finale della Confederetion Cup. Al 113′ un contatto evidente, nell’area portoghese, tra Fonte e Francisco Silva, non viene visto dall’arbitro Alireza Faghani. Sarebbe stato un rigore solare per il Cile. Ma il direttore di gara decide di non far intervenire la Var e neanche gli arbitri all’interno del box hanno richiamato l’arbitro a visionare i filmati. Ancora una volta in questo torneo si realizza un errore, pur con la possibilità di un’ausilio elettronico.

 

 

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