JUVE, SEI LEGGENDA! SESTO SCUDETTO DI FILA! E ora Cardiff…

LEGGENDA, o meglio LE6END come stanno scrivendo gli juventini sui social! Non c’è altro modo per descrivere il percorso della Vecchia Signora negli ultimi sei anni. Solo vittorie, solo fame di conquistare la Serie A a suon di record. Prima è arrivato Conte che ha risollevato la società dalle ceneri, riuscendo a imporsi sul Milan e facendo ben 102 punti nel 2014. Poi ecco Allegri. Qualcuno lo criticava, qualcuno lo riteneva fortunato per trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Ma la risposta del tecnico è arrivata con il nuovo modulo. Il 3-5-2 ‘contiano’ è stato messo in soffitta, lasciando spazio a un equilibrato e devastante 4-2-3-1. La vittoria di oggi è stata netta e voluta, con Mandzukic, Dybala e Alex Sandro autori delle tre reti. Ora manca solo una coppa per riempire la bacheca…

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LA CRONACA

Un ambiente festoso, ma anche voglioso di vedere i propri beniamini trionfare. Questo è lo spettacolo che accoglie i 22 al fischio d’inizio. Le bandierine bianconere sventolano, ma sui volti degli uomini di Allegri si legge la carica e la fame.

La prima occasione è ovviamente per la capolista, con la punizione di Pjanic di poco fuori. La Juve vuole vincere e lo dimostra con ottime triangolazioni e lanci precisi. Il Crotone non si fa intimorire, consapevole dell’inferiorità ma molto organizzato. Nicola cerca di bloccare gli avversari con il pressing, ma gli esterni bianconeri confezionano l’1-0. Al 12′ Cuadrado è imprendibile sulla destra, crossa verso Higuain ma sbuca Mandzukic di prepotenza. Il croato trascina la squadra – con tanto di cuore sullo stemma – e si conferma uno dei più amati dal pubblico. I calabresi subiscono il colpo con Allegri che spinge i suoi per ‘stanare’ gli avversari. Al 19° minuto un episodio dubbio nell’area degli ospiti: Dybala supera Ferrari con il tunnel e viene atterrato. Il rigore è solare, però Mazzoleni lascia correre. Higuain non vuole essere messo in secondo piano e comincia il suo tiro al barbaglio. Il Pipita viene murato in tutte le occasioni, ma la sua intesa con il connazionale numero 21 è meravigliosa  come dimostra il tentativo da centrocampo dell’ex Napoli. La Juve palleggia, il Crotone contiene ma paga l’inesperienza. Martella al 39′ trattiene Cuadrado e sulla punizione Dybala trova il decimo gol in campionato con un tiro perfetto. Negli ultimi istanti del primo tempo Allegri è costretto a infuriarsi per la superficialità dei suoi, con Falcinelli che sfiora la rete con una conclusione deviata.

La seconda frazione si apre con un arrembaggio bianconero. Prima Cuadrado al 47′, poi Mandzukic e ancora il colombiano. La Vecchia Signora vuole chiudere i conti, mentre il Crotone ci prova con grinta. I calabresi sono autori di una prova generosa, con le sponde del neoentrato Simy e il tentativo di Barberis. Buffon carica i suoi perché l’attenzione sta calando e davanti rispondono con il terzo gol. Dybala da corner pesca Alex Sandro che salta con grande potenza. La palla è dentro (di pochi centimetri) e il pubblico si scatena. Si risollevano le bandiere e riparte il coro su Cardiff che ha contraddistinto gli ultimi giorni. Lo Stadium è scatenato e all’ultimo Mandzukic sfiora la doppietta con un tiro da centrocampo parato da Cordaz in extremis. Mazzoleni fischia la fine ed ecco il record: la Juve è CAMPIONE D’ITALIA PER IL SESTO ANNO DI FILA. Un applauso va fatto anche al Crotone, che si giocherà il tutto per tutto la prossima settimana.

LA FESTA PUO’ COMINCIARE

Partiamo dai magnifici sei. La leggenda ha dei giocatori protagonisti, dall’inizio alla fine. Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Marchisio e Buffon. Sono loro il collante di questo gruppo vincente e soprattutto sono loro ad avere ancora fame di vincere anno dopo anno. Gli anni passano, ma gli uomini determinanti nello spogliatoio e in campo resteranno nella storia della Serie A. Le lacrime del numero 8 esprimono la devozione verso la maglia, amata fin da bambino. Anche per Bonucci una giornata da ricordare con i figli in braccio, dopo tutti i problemi di salute del più piccolo.

Passiamo poi ai ‘novellini’. Benatia ha vinto con il Bayern, ma non in Italia. Pjanic non aveva sollevato un trofeo prima della scorsa settimana, come Rincon. Anche Higuain  ha vinto in Spagna, ma voleva qualcosa di più e l’ha ottenuto. Per non parlare dei giovani che crescono in un gruppo coeso e unito, come Sturaro, lo sfortunato Pjaca e i ‘ragazzini’ Kean e Mattiello. Il merito di tutto ciò è della società lungimirante e vicina alla squadra, un dettaglio non da poco visto cosa sta succedendo ultimamente a Milano. Una nota a parte merita Dani Alves, un vincente nato con 32 trionfi con i club. Buffon gli ha chiesto di insegnare alla Juve a vincere la Champions, il brasiliano per ora si è dimostrato un ottimo maestro. E se la sua intesa con Dybala ricorda quella con Messi, è lecito sognare in grande! 35 scudetti sul campo, 33 per l’albo d’oro di Serie A. Ma di fronte alla superiorità della Vecchia Signora devono complimentarsi tutti!

IL MIGLIORE: MAX ALLEGRI

La sconfitta contro la Fiorentina era stato un segnale d’allarme. Continuando con il vecchio modulo la Juventus avrebbe avuto difficoltà a imporsi ancora. Con la Lazio è arrivata la svolta, non senza critiche. Per tutti la squadra avrebbe subito gol, sarebbe stata squilibrata e non avrebbe mai potuto battere corazzate come il Barcellona. Dopo quattro mesi Allegri ha zittito tutti. Con il 4-2-3-1 le reti subite cono diminuite e il gruppo si è compattato. Mandzukic si è sacrificato dando l’esempio, Higuain ha imparato a difendere, così come Dybala. Quest’ultimo è stato però ‘liberato’ grazie al nuovo modulo. La Joya infatti ha avuto la possibilità di svariare, giocando palloni in ogni zona del campo. Tre scudetti in tre anni, tre Coppe Italia di fila, due finali di Champions. Sono questi i fenomenali numeri del tecnico livornese. Ha anche trovato una giusta collocazione a Pjanic, dando spazio a tutti ed evitando ogni possibile polemica con scelte forti come quella di Bonucci. Questi trionfi sono merito suo, anzi quest’anno sembra ancora più netta l’importanza dell’allenatore. Archiviati scudetto e Coppa Italia, ci si può finalmente concentrare su Cardiff!

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