Ranieri esonerato: poca riconoscenza, ma la storia non sarà cancellata!

DAL TRIONFO ALLA CADUTA, LA PARABOLA DI RANIERI

Gli anni delle squadre italiane che dominano l’Europa sono ormai finiti. Di tutte le formazioni ancora in corso tra Champions League ed Europa League sono rimaste solo Juventus, Napoli e Roma. La prima deve confermarsi tra le prime 4 squadre d’Europa sul campo oltre che come società. I partenopei non sono fuori dai giochi ma li aspetta una sfida complicata contro i campioni del Real. Infine la Roma ha appena pescata il Lione, squadra ostica ma alla portata dei giallorossi. Detto questo, è un discorso che abbiamo letto e sentito ovunque: 7 squadre partite ad agosto in europa, a fine febbraio sono solo più 3.

Uno scenario triste… Ma in Europa c’è un Made in Italy che non tramonta mai: gli allenatori. Ancelotti, dopo qualche problema di ambientamento, guida il Bayern primissimo – stranamente – in Germania e con un piede e mezzo ai quarti di UCL. Conte sta confermando la sua capacità di creare un gruppo unito e motivato rilanciando il Chelsea. Poi un discorso a parte merita Claudio Ranieri.

I MOTIVI DI UN’ANNATA COMPLICATA

Un allenatore che ha preso una squadra che l’anno prima aveva rischiato la retrocessione. Un allenatore che ha portato dei semi-sconosciuti alla vittoria della Premier League 2015/2016 con un ampio margine. Un allenatore diventato simbolo di una città che prima aveva festeggiato solo qualche promozione, un allenatore esonerato. E’ vero che quest’anno la squadra stava stentando, ma siamo sicuri che sia colpa proprio di Ranieri?
Il Leicester City ha perso Kanté (che per ricollegarci al Chelsea, è un perno inamovibile per Conte), ma questo non può essere una scusa per i risultati attuali. L’ossatura della squadra è stata mantenuta, Vardy e Mahrez – giocatore africano dell’anno – hanno rinunciato ai milioni dell’Arsenal. In attacco il rinforzo Slimani ha portato preziosi punti nei gironi di Champions, ma il centrocampo è stato poco – o meglio per nulla – rinforzato. La squadra vincitrice della Premier dell’anno scorso era una squadra da decimo posto, era stata quotata la sua retrocessione e anche l’esonero di Ranieri era dato per molto probabile, non scordiamolo mai.

IL RISPETTO DEGLI ANTICHI RIVALI

Anzi, i tifosi e gli amanti del calcio di sicuro non lo hanno scordato visti i messaggi di supporto all’allenatore italiano che si sono diffusi sia sui social, sia tra i suoi colleghi sportivi. Ad esempio Mourinho, un personaggio a volte scomodo ed esagerato, ha dimostrato la sua stima per Ranieri – nominato anche allenatore dell’anno dalla FIFA – con parole al miele e con una maglietta dedicata. Ha perfino suggetito l’idea di intitolare lo stadio all’ormai ex tecnico delle Foxes. Come può la società dell’impronunciabile magnate thailandese dimenticare questa impresa?

Ad essere completamente onesti, per quanto riguarda la Premier, la situazione era per il quartultimo posto. Quindi l’esonero può essere accettabile… Però la stessa squadra ‘alla deriva’ in campionato, è in piena lotta per passare agli ottavi di Champions contro il Siviglia. Il 2-1 fuori casa è un ottimo risultato da non buttare via e il gol di Vardy ha dato speranze alla squadra, che ha sofferto molto contro gli spagnoli, ma il risultato finale è l’unica cosa che conta.

Insomma anche dopo il primo posto nel girone, con anche il Porto, l’esonero è inspiegabile. Non c’è stata riconoscenza! Non c’è stata umanità e devozione verso l’allenatore che ha portato il Leicester dove forse non tornerà mai più. E’ stata una scelta aziendale nuda e cruda, di pessimo gusto.

Gli amanti del calcio ringrazieranno sempre Ranieri e le sue ‘agguerrite’ Foxes. Tutti avranno sempre negli occhi le vittorie di Vardy e compagni sulle grandi del calcio inglese. Ricordiamo sempre: era una banda di ragazzi che si ritrovavano al pub ogni sera per festeggiare. Tra giocatori di seconda e terza divisione, un ex operaio e un figlio d’arte non c’erano veri fenomeni. Il Leicester dei miracoli sarà sempre nei libri di storia del football. Una speranza c’è ancora. Tutti gli allenatori chiamati al posto del tecnico romano dovrebbero rinunciare in suo onore.

 IL GRANDE UOMO DIETRO ALL’ALLENATORE

A concludere il tutto, non possiamo far altro che riportare alcune parole del tecnico, il quale – come sempre in tutta la sua carriera – non ha mai espresso dissapori verso la società. Mai una frase fuori posto, mai creata una discussione, rispondendo in modo signorile alle tante critiche ricevute. Anche in questo caso il tecnico ha voluto semplicemente esprimere il suo stupore e la sua delusione per l’inaspettato esonero. “Il mio sogno è morto, sarei voluto restare per sempre.”
Grazie ancora Sir Claudio.

 

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