Totti è la Roma, la Roma è Totti: arrivederci Capitano!

Si scrive Roma, ma si legge Totti! 784 presenze in Serie A, 307 i gol con la stessa maglia, 9 gol con la Nazionale. Con la squadra giallorossa conquista un indimenticabile scudetto, due Supercoppe Italiana e due Coppe Italia. Senza dimenticare il mondiale del 2006, con il suo rigore contro l’Australia ancora negli occhi di tutti.

Una carriera da non giudicare solo per trofei vinti, perché quelli non sono molti. Ma come hanno detto in molti dalle parti della Capitale, è merita del capitano se la gente è tornata con entusiasmo allo stadio e se i veri tifosi si sono innamorati di questa bandiera. Qualcuno l’ha criticato per dei comportamenti non esemplari in alcuni momenti, nel complesso però i ragazzini che giocano con la sua maglia sulle spalle sognano di diventare come lui. Il simbolo di una tifoseria, uno dei pochi superstiti dei fenomeni italiani che hanno catalizzato le attenzioni di tutto il mondo. Con l’addio di Totti sta finendo l’era delle bandiere e dei simboli, dei giocatori che preferiscono l’amore della propria gente ai soldi. Il secco ‘no’ rifilato alle lusinghe del Real Madrid, così come gli ultimi anni trascorsi in panchina accettando il ruolo da comprimario, hanno reso Francesco ancora più amato. Ultimamente i battibecchi con Spalletti (con l’inopportuna intromissione della moglie Ilary Blasi) hanno complicato la sua gestione. La partita non giocata a San Siro, i pochissimi istanti contro la Juve senza toccare un pallone. Il tecnico si è assunto la responsabilità dei cambi, creando sentimenti contrasti nel pubblico. Nel bene o nel male però c’è sempre stata una linea guida: l’amore per il Capitano!

Uno dei più grandi giocatori della storia del calcio, autore di gol meravigliosi (come quello alla Samp) e cucchiai geniali. Oggi lo stadio è pieno solo per piangere lacrime di gratitudine verso il proprio capitano. Un Olimpico in cui risuona a gran voce l’inno Grazie Roma, con tutti i tifosi a pensare Grazie Totti e con tantissime magliette con il 10 stampato sulle spalle. Passa tutto in secondo piano – anche se ovviamente la partita è da vincere per conservare in secondo piano – lasciando spazio alle emozioni.

Il ‘figlio’ della sponda giallorossa della Capitale saluta il suo pubblico dopo 25 memorabili stagioni trascorse segnando record su record. Dopo aver trascorso tutta la trafila delle giovanili, è ovviamente il giocatore con più partite e gol con la maglia giallorossa. Per poi passare alla vittoria della Scarpa d’Oro una volta adattato al ruolo di prima punta. Senza dimenticare la rete al CSKA Mosca che l’ha reso il più ‘vecchio’ marcatore in Champions League.

Moltissimi i messaggi di gratitudine da parte della gente dello spettacolo e del mondo del calcio. Lodevole anche il messaggio degli avversari di sempre della Lazio, con tutto l’astio dimostrato nei Derby trasformato in rispetto. Le ultime righe per ricordare anche le sue famose esultanze, dal ‘6 Unica’ al memorabile pollice in bocca. L’esordio del Pupone in Serie A contro il Brescia nel 1993, l’ultima contro il Genoa nel 2017. Un’era quella di Totti, restando però l’uomo simbolo di una tifoseria. Sarà ora compito di De Rossi ereditare la fascia, sempre se l’ormai ex ‘Capitan Futuro’ resterà.

Arrivederci Capitano! L’ottavo re di Roma, lascia il suo grande ed eterno amore all’età di 40 anni. Vecchie e nuove generazioni di romanisti all’Olimpico: chi lo ha visto dall’inizio fino alla fine, chi si è potuto godere solo gli ultimi anni di carriera. Tutti legati da un unico amore, tutti i romanisti con il numero 10 tatuato sul cuore.

Precedente I PRONOSTICI DELLA 38ª di Serie A! Successivo Cardiff è vicina: chi sarà la regina d'Europa ?